Come trovare finanziamenti per un’azienda?

Tempo di lettura: 5 minuti

Trovare risorse supplementari per finanziare un’idea imprenditoriale non è un compito facile. Le fonti potenziali sono i risparmi personali o i prestiti da parte di conoscenti, business angels o venture capitals, fondi di investimento, banche, ecc. Negli ultimi anni, il crowdfunding, sia esso basato sul prestito o partecipativo, si è dimostrato un’alternativa generalmente apprezzata.

Imre Noorkikas, membro del team di Crowdestate, analizzerà di seguito i tre fattori principali di successo da tenere in considerazione nel reperimento di risorse aggiuntive attraverso il crowdfunding, considerando principalmente il punto di vista delle nuove imprese.

Presentazione della Value Proposition ad un cliente

In linea di principio, l’obiettivo di una value proposition è quello di fornire una motivazione per l’acquisto di un prodotto o un servizio. Le aziende nuove e sconosciute che cercano di avvicinarsi ad un cliente devono fornire una value proposition particolarmente chiara. Come detto, un’azienda che sta cercando di reperire risorse supplementari deve essere in grado di illustrare ai potenziali clienti perché dovrebbero acquistare un determinato prodotto o servizio, perché dovrebbero preferire quella specifica azienda, cosa la distingue dalla concorrenza, e quale problema o situazione di mercato sperano di risolvere o migliorare attraverso il loro prodotto o servizio. Si deve anche tener presente che un semplice slogan non equivale da una value proposition.

Il target di una value proposition è il cliente che potenzialmente acquista un prodotto o un servizio. Clienti diversi attribuiscono significati differenti al concetto di valore. Possono considerarlo come un aspetto tecnico, economico, di sicurezza, sociale o di qualsiasi altro tipo. Tutto dipende da chi è disposto a investire il proprio denaro e da quale sia la propria competenza finanziaria. Per questo motivo, nel contesto di una value proposition, è estremamente importante identificare il gruppo target, raggiungerlo ed essere in grado di illustrare i propri valori. Ciò potrebbe risultare maggiormente complicato per chi sta entrando nel mercato. Una nuova azienda deve essere disposta ad aprirsi completamente ed essere pronta a dimostrare che le sue affermazioni risultano veritiere. In sintesi, bisogna raggiungere il cliente, avviare un dialogo, dimostrare ed esporre i valori che si andranno ad offrire.

Il Team

Ci vuole una sola persona per generare un’idea. Ma ci vuole un team per poterla realizzare e trasformarla in un’azienda che produca un flusso di cassa positivo. Quando si costituisce un team, la selezione non dev’essere limitata alla fase di avviamento. Al contrario, l’obiettivo iniziale dovrebbe essere quello di superare la fase di avviamento, sviluppando ulteriormente l’impresa. Ciò richiede un team più versatile. D’altra parte, tutto ciò che viene creato nella fase di start-up. sarà la base per il futuro successo o fallimento. Lo sviluppo e la progettazione del prodotto, il marketing e le vendite, la contabilità, la gestione finanziaria, ecc. sono elementi da considerare sin dalle fasi iniziali.

L’atmosfera legata ad un nuovo business è estremamente affascinante, ma anche intensa, instabile e sicuramente non adatta a chiunque. Pertanto, durante la fase di composizione di un team, si dovrebbe prestare molta attenzione alle caratteristiche richieste da quella fase specifica. Preferibilmente, il team dovrebbe essere composto da elementi proattivi, motivati e dinamici, pronti a reagire al cambiamento e completamente focalizzati sul raggiungimento degli obiettivi. Occorre ricordare che le diverse fasi di sviluppo richiedono persone con caratteristiche differenti: ogni azienda dovrebbe prendere in considerazione tale aspetto, intervendo in maniera proattiva. Un’analisi condotta da CB Insights sulle principali ragioni del fallimento delle start-up ha rivelato che la scelta di un team non idoneo si è rivelata la terza ragione di fallimento (nel 23% dei casi).

L’importanza della domanda

Il successivo passo importante per una nuova impresa è quello di individuare la domanda, o l’esistenza di un mercato potenziale. In realtà, ci si potrebbe trovare di fronte ad una situazione in cui è stato un creato prodotto o servizio di valore e assemblato un team di professionisti, ma il mercato potenziale, o il numero di clienti, risulta limitato. L’identificazione della domanda (che determina la sostenibilità del business plan) è fondamentale sia per l’azienda che per un potenziale investitore. Tuttavia, questa parte è spesso trascurata. Ciò si traduce in una situazione in cui risulta difficoltoso per i potenziali investitori valutare quanto specificato all’interno dei modelli finanziari, la previsione di una relazione tra spese e ricavi, il valore dell’azienda e la realizzabilità di un business plan nel suo complesso.

La determinazione di una potenziale domanda è, in linea di principio, legata alla value proposition in precedenza menzionata. La value proposition dovrebbe, a sua volta, identificare un potenziale cliente o un gruppo di clienti, quindi la loro capacità e, infine, determinare l’entità della domanda potenziale. In una situazione in cui un’azienda entra nel mercato con un nuovo prodotto o servizio, è ragionevole considerare almeno due differenti prospettive nella fase di definizione degli scenari ipotetici: una versione realistica, cioè quella utilizzata per entrare nel mercato, e uno scenario cosiddetto ad alto rischio, cioè quello che include un possibile margine di errore entro il quale l’azienda potrebbe ancora operare. L’analisi condotta da CB Insight sulle principali ragioni del fallimento delle start-up ha rivelato che la mancata capacità di intercettare la domanda è stata la prima causa di fallimento (42% di tutti i casi).

Ricordate che non esiste una regola certa per il successo o il fallimento di una campagna di crowdfunding, in quanto i fattori da prendere in considerazione risultano molteplici. Abbiamo spesso sentito parlare di come un prodotto apparentemente modesto e poco rilevante abbia registrato il 300% di investimenti in più rispetto alle previsioni iniziali perché “parlava” alle persone. Sentiamo spesso parlare di situazioni in cui un imprenditore ha riunito un team di professionisti e condotto un’analisi adeguata, ma non è in grado di trovare un punto di contatto con gli investitori.

Se siete alla ricerca di un crowdfunding adatto alle vostre esigenze, vi consigliamo di fissare un appuntamento, presso i nostri uffici potremo valutare assieme le vostre idee. La prima consulenza non è vincolante – e gratuita

Potete contattare Imre sul suo Website o per e-mail: imre.noorkikas@crowdestate.eu.

Ulteriori informazioni sulla raccolta di fondi attraverso Crowdestate sono disponibili QUI.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *